Dati · Tecnico · 6 min di lettura

Google Analytics 4: il tracking che serve davvero.

Alessandro Iannuzzi
Alessandro Iannuzzi
Growth strategist, founder As Growth · Aggiornato il 23 ottobre 2026
Gestiamo un'infrastruttura di business da €27M+ per i nostri partner

Alla fine di questa guida sai quali eventi configurare, e come verificare che funzionino.

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Un cruscotto con moltissime lancette identiche accanto a uno con sei sole lancette leggibili
La risposta in breve

In Google Analytics 4 servono sei eventi, non quaranta: visualizzazione di una pagina chiave, inizio del modulo, invio del modulo, contatto, acquisto e un evento di qualità che dice se il lead era buono. GA4 raccoglie molto in automatico ed è esattamente il problema: senza eventi definiti da te misura traffico, non risultati. La verifica va fatta prima di accendere le campagne, non dopo.

Il problema di GA4 non è che traccia poco. È che traccia tanto, in automatico, e quasi niente di quello che traccia da solo serve a decidere qualcosa.

Scroll, click esterni, ricerche interne, video: arrivano gratis e riempiono i report. Poi qualcuno chiede «quanto ci è costato un cliente questo mese» e non c'è modo di rispondere, perché nessuno ha definito cosa sia un cliente.

I sei eventi che servono

EventoCosa diceQuando scatta
pagina chiaveinteresse realevista la pagina prezzi o servizi
inizio modulointenzioneprimo campo compilato
invio moduloleadinvio riuscito, non click sul bottone
contattoconversazionerisposta a una call o a un'email
acquistoricavoordine confermato
qualità del leadveritàil lead era buono, deciso da una persona

L'ultimo è quello che nessuno configura e che vale più di tutti gli altri.

Senza di lui ottimizzi le campagne verso i lead, e i lead cattivi contano quanto quelli buoni: finisci a finanziare il canale che porta più moduli compilati invece di quello che porta clienti.

Credo As Growth

Se non rimandi a GA4 quali lead erano buoni, stai ottimizzando verso il rumore.

La differenza fra invio riuscito e click sul bottone

È l'errore tecnico più diffuso e il più costoso.

Molti tracciano il click sul pulsante «Invia». Ma il click avviene anche quando il modulo poi fallisce per un campo non valido, per un errore del server, o perché la persona clicca due volte. Il risultato è un numero di lead più alto del reale, che gonfia tutti i calcoli a valle.

L'evento deve scattare dopo la conferma di invio: sulla pagina di ringraziamento, o alla risposta positiva del modulo. Se non sai distinguere le due cose, i tuoi costi per lead sono sottostimati e non te ne sei mai accorto.

Pixel, GA4 e API di conversione: cosa fa cosa

  1. AIGA4 — ti dice cosa è successo sul sito. È il tuo archivio, non quello di Meta
  2. AIIl Pixel — dice a Meta chi ha convertito, perché possa trovarne di simili
  3. AILe API di conversione — mandano lo stesso evento dal server, così non lo perdi quando il browser blocca
  4. NOIIl tuo gestionale — è l'unico che sa se quel lead ha poi comprato

Servono tutti e quattro e fanno cose diverse. L'errore è pensare che uno sostituisca gli altri: il Pixel non ti dà un archivio storico, GA4 non ottimizza le campagne, e nessuno dei due sa se il contratto è stato firmato.

Su come far girare questi controlli senza farli a mano c'è la guida sugli agenti AI.

Un tubo con una perdita evidente a metà, e le gocce che si perdono prima di arrivare al secchio

Come si verifica, in mezz'ora

Prima di accendere qualsiasi campagna, non dopo.

Si apre il rapporto in tempo reale di GA4 e si compila il modulo davvero, dal telefono e in incognito. Deve comparire un evento solo, non due. Poi si controlla che l'evento arrivi anche con un blocco pubblicità attivo, che è la condizione di una fetta consistente di visitatori. Poi si verifica che il valore economico associato all'evento non sia zero, altrimenti tutti i report sul ritorno restano vuoti.

E infine la parte che quasi nessuno fa: si aspetta ventiquattr'ore e si controlla che il numero di eventi in GA4 assomigli al numero di email ricevute davvero. Se GA4 dice 40 e nella casella ce ne sono 12, c'è una perdita da trovare prima di spendere un euro.

Cosa non vale la pena tracciare

Lo scroll, salvo che tu non stia studiando una pagina lunga specifica. I click sui social. Il tempo sulla pagina, che GA4 misura male per definizione. E ogni micro-interazione che non cambierà nessuna decisione.

Ogni evento in più è rumore in cui affogano i sei che contano, e la domanda per decidere è sempre la stessa: se questo numero raddoppiasse, cosa farei di diverso? Se non c'è risposta, l'evento non serve.

Cosa fare con i numeri una volta che sono affidabili è nella guida al funnel.

Domande frequenti

Quali eventi configurare in Google Analytics 4?

Sei: visualizzazione di una pagina chiave, inizio modulo, invio modulo, contatto, acquisto, e un evento di qualità del lead deciso da una persona. GA4 raccoglie molto in automatico ma quello che raccoglie da solo misura traffico, non risultati, quindi gli eventi che contano vanno definiti.

Perché non basta tracciare il click sul pulsante di invio?

Perché il click avviene anche quando il modulo poi fallisce, per un campo non valido, un errore del server o un doppio click. Il numero di lead risulta più alto del reale e gonfia tutti i calcoli a valle. L'evento va fatto scattare dopo la conferma di invio, sulla pagina di ringraziamento.

Che differenza c'è fra GA4, il Pixel e le API di conversione?

GA4 è il tuo archivio di cosa è successo sul sito, il Pixel dice a Meta chi ha convertito perché possa trovare persone simili, e le API di conversione mandano lo stesso evento dal server così non si perde quando il browser blocca. Servono tutti, e nessuno sostituisce gli altri.

Come si verifica che il tracking funzioni?

Compilando il modulo davvero, da telefono e in incognito, guardando il rapporto in tempo reale: deve comparire un evento solo. Poi si ripete con un blocco pubblicità attivo. E dopo un giorno si confronta il numero di eventi con le email davvero ricevute: se non coincidono c'è una perdita.

Cosa significa tracciare la qualità del lead?

Rimandare a GA4 l'informazione, decisa da una persona, che quel lead era buono. Senza, ottimizzi le campagne verso i moduli compilati e i lead cattivi pesano quanto quelli buoni: finisci a finanziare il canale che porta più contatti invece di quello che porta clienti.

Quali eventi non vale la pena tracciare?

Lo scroll salvo casi specifici, i click sui social, il tempo sulla pagina che GA4 misura male per definizione, e ogni micro-interazione. La domanda per decidere è sempre la stessa: se questo numero raddoppiasse, cosa farei di diverso? Senza risposta, l'evento è solo rumore.

Vuoi sapere se il tuo tracking dice la verità?

Controlliamo cosa arriva davvero in GA4 e dove si perde. Sette domande, risposta dei founder entro 48 ore.

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Alessandro Iannuzzi
Alessandro Iannuzzi

Founder di As Growth, growth partner AI-first. Segue crescita e strategia sui business dei partner: OroEtic, Giojello, Equity Plus e altri. Candidati se vuoi lavorare con noi.

Pubblicato il 23 ottobre 2026 · Aggiornato il 23 ottobre 2026