Strumenti · Confronto · 5 min di lettura

Claude, ChatGPT o Gemini per il marketing: quale e quando.

Alessandro Iannuzzi
Alessandro Iannuzzi
Growth strategist, founder As Growth · Aggiornato il 21 ottobre 2026
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Alla fine di questa guida sai quale usare per quale compito, e quanti te ne servono davvero.

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Tre chiavi inglesi di forme diverse accanto a tre bulloni diversi, ognuna adatta al suo
La risposta in breve

Per il marketing non esiste un modello migliore in assoluto, esiste quello adatto al compito: i modelli tendono a differenziarsi su testi lunghi e coerenti, ricerca sul web, e integrazione con gli strumenti che usi già. La scelta pratica dipende meno dal modello e più da dove sta il tuo lavoro: se vivi in Google Workspace o in Microsoft, l'integrazione conta più di qualunque differenza di qualità.

La domanda «qual è il migliore» è quella che tutti fanno e quella che non ha risposta stabile.

I modelli cambiano ogni pochi mesi, e una classifica scritta oggi è vecchia in primavera. Quello che non cambia è il criterio con cui si sceglie, ed è quello che vale la pena imparare.

Il criterio che non invecchia

Credo As Growth

Non scegliere il modello migliore. Scegli quello che sta dove lavori già.

Il tempo che perdi copiando testo fra una scheda del browser e il tuo documento supera qualsiasi differenza di qualità fra due modelli seri. Se il tuo lavoro vive in Google Documenti, un modello integrato lì ti fa risparmiare più di quanto ti faccia guadagnare un modello leggermente migliore altrove.

Come si differenziano, sui compiti veri

CompitoCosa serve davveroCome si verifica
Testi lunghi coerentitenere il filo per 1.500 parolefallo scrivere e leggi il finale
Ricerca con fonticitare pagine vere, non plausibiliapri tre link a caso
Analisi di datinon inventare numeri assentidagli un file con un buco
Bozze in volumecosto per output, non qualità di punta20 varianti e conta gli scarti
Lavoro in teamintegrazione e permessiquanto ci mette un collega

La colonna che conta è la terza. Le differenze fra modelli si vedono provandoli sul tuo materiale, non leggendo confronti: dieci minuti di prova sul tuo caso valgono più di dieci articoli come questo.

La prova che facciamo prima di adottarne uno

  1. NOIDagli un tuo testo vecchio e chiedigli di criticarlo — vedi se capisce il contesto o ripete generalità
  2. NOIChiedigli un dato del tuo settore con la fonte — poi apri la fonte. Questa ne elimina parecchi
  3. AIFagli scrivere 20 varianti di un annuncio — conta quante ne scarteresti
  4. NOIDagli un brief incompleto — un modello utile chiede, uno inutile inventa
  5. NOIFallo usare a chi non è tecnico — se serve un corso, in agenzia non lo userà nessuno

Il quarto è il più informativo di tutti, e quasi nessuno lo fa. Un modello che di fronte a un brief lacunoso produce comunque qualcosa di sicuro è più pericoloso di uno che si ferma e chiede.

Quanti ne servono davvero

Uno buono, usato bene, batte tre usati male.

La tentazione di abbonarsi a tutti è forte e costosa: sono 20-30 € al mese ciascuno, e moltiplicati per un anno diventano una voce vera. Ha senso pagarne più di uno solo quando hai un compito ricorrente su cui uno è nettamente meglio, e lo hai verificato tu invece di averlo letto.

Quello che invece conviene quasi sempre è tenere aperta la possibilità di cambiare: non costruire tutto il lavoro attorno alle particolarità di un modello, perché fra sei mesi la classifica sarà diversa. Gli strumenti che usiamo noi e quanto costano sono nello stack.

Un coltellino svizzero con tutte le lame aperte accanto a un solo coltello ben affilato

Cosa non cambia, qualunque modello scegli

Tre cose valgono per tutti, e sono quelle che decidono se il lavoro esce bene.

Il brief conta più del modello. Un brief con contesto, pubblico, vincoli ed esempi produce risultati migliori su qualsiasi modello di quanto faccia un brief povero sul modello migliore.

I numeri vanno verificati sempre. Ogni modello inventa statistiche con la stessa faccia con cui riporta quelle vere. Su un sito cliente un numero inventato è un danno che non si annulla.

Il giudizio finale resta umano. Decidere che una bozza è pubblicabile è una scelta editoriale, e delegarla è il modo esatto in cui nasce l'AI slop. Su cosa si può davvero dare in mano a un agente c'è la guida sugli agenti AI.

Domande frequenti

Qual è la migliore AI per il marketing?

Non esiste una risposta stabile, perché i modelli cambiano ogni pochi mesi e una classifica scritta oggi invecchia in una stagione. Il criterio che non invecchia è un altro: scegli quello integrato dove lavori già, perché il tempo perso a copiare testo fra schede supera qualsiasi differenza di qualità fra due modelli seri.

Conviene abbonarsi a più di un modello AI?

Raramente. Sono 20-30 € al mese ciascuno e moltiplicati per un anno diventano una voce vera. Ha senso pagarne più di uno solo quando hai un compito ricorrente su cui uno è nettamente migliore, e lo hai verificato tu sul tuo materiale invece di averlo letto in un confronto.

Come si prova un modello prima di adottarlo?

Con cinque prove sul tuo materiale: fargli criticare un tuo testo vecchio, chiedergli un dato del tuo settore con la fonte e poi aprirla, fargli scrivere venti varianti e contare gli scarti, dargli un brief incompleto, e farlo usare a chi non è tecnico. La quarta è la più informativa.

Perché dare a un modello un brief incompleto durante la prova?

Perché distingue i modelli utili da quelli pericolosi. Uno utile si ferma e chiede cosa manca; uno che produce comunque qualcosa di sicuro sta riempiendo i buchi con invenzioni plausibili, e su un lavoro vero quelle invenzioni arrivano fino al cliente.

L'AI può scrivere i contenuti al posto mio?

Può scrivere le bozze, e le scrive in fretta. Non può decidere che una bozza è pubblicabile, che è una scelta editoriale su un pubblico specifico in un momento specifico. Quando quella decisione viene delegata si vede, ed è esattamente il modo in cui nasce l'AI slop.

Cosa conta più del modello che scegli?

Il brief. Con contesto, pubblico, vincoli ed esempi, qualsiasi modello serio produce risultati migliori di quanto faccia il modello migliore con un brief povero. Subito dopo viene la verifica dei numeri, perché tutti i modelli inventano statistiche con la stessa sicurezza con cui riportano quelle vere.

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Alessandro Iannuzzi
Alessandro Iannuzzi

Founder di As Growth, growth partner AI-first. Segue crescita e strategia sui business dei partner: OroEtic, Giojello, Equity Plus e altri. Candidati se vuoi lavorare con noi.

Pubblicato il 21 ottobre 2026 · Aggiornato il 21 ottobre 2026